Storia dei gadget: chi li ha inventati?
L’origine dei gadget non è chiara, ma sembrano essere stati usati, per la prima volta nella storia, alla fine del XIX secolo. Chi ha inventato i gadget? Questo non si sa per certo, ma una delle ipotesi più accreditate collega questo termine a una società francese che faceva lavorazioni in metallo.
Il nome “gadget” deriva dai suoi inventori – la società “Gaget, Gauthier & Cie” e si diffonde fin da subito sia in America che in Francia, grazie anche al sostantivo “gagèe” che veniva già usato in Francia per indicare gli oggetti di piccole dimensioni.
Il primo gadget nasce nel 1789 quando furono create e vendute delle medagliette raffiguranti George Washington candidato alla Casa Bianca. Ma il successo vero e proprio avvenne qualche anno dopo.
Nel 1886 la Francia dona agli Stati Uniti la famosissima Statua della Libertà e la società decise di realizzarne anche alcuni modelli in scala da distribuire come souvenir durante l’inaugurazione.
Da quel momento si diede inizio ad una vera e propria moda: tutti i newyorkesi che vedevamo la statuina ne volevano una copia da esporre nelle proprie case.
Nonostante il termine “gadget”, come abbiamo detto poco fa, sia un anglicismo, si ritiene possa avere avuto origine dal francese “gagée”, che significa piccolo accessorio, in onore dell’azienda Gaget, Gauthier & Cie, che aveva lavorato insieme all’architetto Frédéric Auguste Bartholdi e all’ingegnere Gustave Eiffel alla realizzazione della colossale scultura neoclassica che ancora oggi troneggia di fronte a Manhattan.
Nel 1886, data in cui la Francia donò la famosa statua agli americani, la società decise di regalare ai partecipanti all’inaugurazione delle piccole riproduzioni della Statue of Liberty, con su inciso il proprio brand, le quali ebbero moltissimo successo.
Dopo questo episodio, qualche anno più tardi, nel 1889, l’editore statunitense Jasper F. Meek, stampò degli annunci pubblicitari su degli zaini di iuta per tentare di salvare il suo giovane quotidiano; divenne poi il fondatore di una delle prime aziende specializzate in advertising: la Novelty Advertising Company.
Durante il XX secolo, aziende multinazionali come Coca-Cola e McDonald’s hanno iniziato a distribuire piccoli oggetti come bottiglie in miniatura e giocattoli, all’interno o insieme alle confezioni dei loro prodotti. Questo ha segnato l’inizio di un’epoca in cui i gadget non sono più solo gingilli promozionali, ma una parte integrante delle strategie di branding.


Il settore continua ad adattarsi perfettamente ai cambiamenti dei tempi adottando accessori sempre più in linea con i gusti delle persone. Oggi, ad esempio, quelli più ambiti sono i gadget tecnologici e quelli ecologici, questi ultimi molto amati da chi è attento all’ambiente.

Un gadget è un articolo il più delle volte con logo aziendale e alcuni contatti (telefono o e-mail) che viene utilizzato per promuovere la ditta che lo distribuisce.
Può essere sia venduto all’interno dei negozio dell’azienda oppure regalato in occasioni tipo fiere, eventi e meeting. Può essere usato anche per occasioni particolari tipo un anniversario storico di una ditta, per esempio il 50° anniversario che è un traguardo molto raro al giorno d’oggi visto la crisi economica.
Negli anni successivi il gadget diventa uno vero e proprio strumento promozionale che viene usato in modo mirato dalle aziende ma anche da istituzioni o musei, diventando nella seconda metà del secolo scorso una delle strategie di marketing di maggior successo.
Dopo il vero e proprio boom degli anni 90 e un leggero calo in concomitanza della crisi economica internazionale, i volumi di vendita del mercato del merchandising sono tornati a crescere: la PPAI (Promotional Products Association International) ha stimato un giro d’affari di 20.042.228.931 $ per quanto concerne il 2014 del mercato nordamericano, in crescita dell’1,09% rispetto all’anno precedente.
Nonostante i margini di crescita si siano ridotti – basti pensare che l’aumento annuo dei volumi di vendita si aggirava tra l’11,0% e il 25,1% nella seconda metà degli anni Novanta – il trend resta comunque positivo e le vendite, dopo esser lentamente tornate ai livelli del 2007, sono di nuovo in aumento.
Anche in Europa le cose sembrano andare meglio. Il 62% dei produttori di articoli promozionali ha infatti affermato di aver registrato, nel corso del 2015, un incremento delle vendite rispetto all’anno precedente.
Per i distributori il dato scende al 59,9% ma è in ogni caso superiore rispetto al 2014, anno in cui la percentuale di coloro che sostenevano di aver notato un incremento delle vendite rispetto all’anno precedente era pari al 48,7% (fonte PSI).
ph immagine in evidenza Ferdinand Stohr
altre ph, in ordine, Marina Raspova e Erik McLean
Gadget aziendali: un investimento importante per il futuro di un brand aziendale
Come abbiamo visto, i gadget aziendali rappresentano un potente strumento di marketing. Non solo sono utili per aumentare la visibilità del brand, ma offrono anche un’esperienza positiva ai clienti, che di conseguenza associano l’azienda a qualcosa di concreto e utile. Tra le qualità richieste, però, è necessario che siano ben progettati e di qualità, solo così possono avere un impatto duraturo sull’utente finale e rafforzare la presenza di un marchio sul mercato.
La personalizzazione, poi, non si limita al logo: puoi scegliere colori, messaggi e design in modo tale che riflettano pienamente i valori della tua azienda.
Se sei un imprenditore o un professionista del marketing, scegliere quelli giusti per il marchio da pubblicizzare è essenziale. Prendi in considerazione l’idea di sfogliare i nostri cataloghi per trovare l’oggetto perfetto per la tua prossima campagna promozionale.


